Mostra di Valentina Ferrandes - Lilong
Puglia - BARI - (BA)

inizio:
Sabato 21 Gennaio 2012 - fine:
Domenica 26 Febbraio 2012
La galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea prosegue il programma espositivo con la mostra personale di Valentina Ferrandes . L'artista propone una serie di lavori video e fotografici, alcuni dei quali realizzati in Cina, che rappresentano una riflessione sul processo di urbanizzazione cinese e sui suoi effetti sugli aspetti performativi piu' tradizionali della vita pubblica nei parchi di Shanghai.Nel video Lilong, Valentina Ferrandes presenta una lettura interpretativa di spazio, tempo e luogo che sfrutta le potenzialita' della lente etnografica in modo da rendere lo spettatore consapevole delle implicazioni dello sviluppo di quartieri residenziali e parchi pubblici nel centro di Shanghai.Tradotto dal cinese, Li significa "quartiere" e Long significa "vicoli". Questa combinazione di residenze e vicoli definisce uno stile architettonico specifico studiato alla fine del diciannovesimo secolo come piano regolatore per citta' di Shanghai.La sua planimetria non e' molto dissimile dall'Ippodameo, lo schema urbanistico presente nel quartiere Murat di Bari, la cui costruzione fu ordinata nel 1808 da Joachim Napoleon Murat.Nel suo film, Valentina Ferrandes registra gesti e comportamenti pubblici legati all'idea del Lilong per rendere visibile cio' che chiama "spazi interstiziali" urbani. L'uso controllato del mezzo video immerge lo spettatore nell'esperienza di un luogo sociale apparentemente naturale attraverso la minuziosa osservazione di singoli gesti e movimenti dei suoi abitanti, una generazione di cinesi traslati dalla tradizionale dimensione abitativa privata del lilong, a parchi pubblici aperti, o ai cortili interni di un vasto quartiere residenziale.Utilizzando la videocamera come estensione di una ricerca di stampo etnografico, iniziata durante una residenza presso l'Accademia di Arte Cinese nel 2008, Valentina Ferrandes invita a riflettere sul conflitto binario tra corpi pubblici e privati, tra l'artificialita' degli spazi verdi naturali nella pianificazione della megalopoli cinese e la "gentrificazione" dei quartieri lilong, quel processo di trasformazione forzata di un quartiere popolare in uno residenziale.Nel film, il progressivo dilatamento del campo visivo, contribuisce a contestualizzare l'idea di spazio, tempo e luogo geografico, in una narrativa di piu' ampia sperimentazione, a meta' strada tra arti visive ed etnoantropologia di tipo documentario. La percezione visiva del luogo e' suggerita dal passaggio da una serie di dettagli di vegetazione ripresa in primo piano ad una serie di campi lunghi dove attori involontari praticano arti marziali.L'intermittente e complessa dimensione sonora del film, rende lo spettatore consapevole dell'artificiosita' dell'uso di una lente etnografica per l'investigazione della realta nonche' di una sua forte componente intrinseca di voyeurismo.