Cammino di Santa Barbara: l'anello minerario del Sulcis

Sardegna Itinerari

Il Cammino di Santa Barbara è un anello di circa quattrocento chilometri che attraversa il Sulcis-Iglesiente, l'angolo sud-occidentale della Sardegna dove per quasi tremila anni si è scavato piombo, zinco, argento e carbone. Il percorso collega le chiese dedicate a Santa Barbara, patrona dei minatori, e segue vecchie strade di miniera tra montagne, boschi e tratti di costa a picco sul mare. Sei tappe ne raccontano i luoghi principali.

Tipologia
Storico-minerario e religioso
Percorso
~400 km ad anello, Sulcis-Iglesiente
Mezzo
Auto, con tratti a piedi sul Cammino
Stagioni
Aprile · maggio · settembre · ottobre

Tappa 1 — Iglesias

Iglesias è la capitale storica del distretto minerario e il punto di partenza naturale del Cammino. Fondata nel Duecento attorno alle miniere d'argento del conte Ugolino della Gherardesca, conserva un centro medievale di vie strette, tratti di mura pisane e la cattedrale di Santa Chiara. La città vive ancora il legame con il mondo della miniera: il Museo dell'Arte Mineraria ricostruisce gallerie e attrezzi nei sotterranei di una scuola, mentre la Settimana Santa, con i suoi riti di tradizione iberica, scandisce ogni anno la vita del centro storico.

Da non perdere Il centro medievale e la cattedrale di Santa Chiara, il Museo dell'Arte Mineraria con le gallerie ricostruite, i riti della Settimana Santa di tradizione spagnola.

Tappa 2 — Nebida e Masua

A pochi chilometri da Iglesias la strada raggiunge la costa a picco di Nebida e Masua, dove le miniere si affacciavano direttamente sul mare. A Nebida la Laveria Lamarmora, oggi rudere panoramico sospeso sull'acqua, lavorava il minerale estratto dalle gallerie. Da Masua si scende a Porto Flavia, la galleria scavata nel 1924 nella falesia per caricare i minerali direttamente sulle navi, di fronte al faraglione di Pan di Zucchero, alto centotrentatré metri.

Da non perdere Porto Flavia con la visita guidata nella galleria sul mare, il belvedere sul Pan di Zucchero, la Laveria Lamarmora lungo il sentiero costiero di Nebida.

Tappa 3 — Buggerru

Più a nord, Buggerru nacque a metà Ottocento come villaggio minerario di gestione francese, con teatro, ospedale e direzione affacciati sul porto. Nel 1904 lo sciopero dei minatori e la reazione dell'esercito, con tre morti, portarono al primo sciopero generale d'Italia. Oggi si visita la Galleria Henry, percorso scavato nella roccia lungo la costa e un tempo percorso da un trenino, e si raggiunge la vicina Cala Domestica, spiaggia chiusa tra pareti di roccia e vecchie strutture minerarie.

Da non perdere La Galleria Henry scavata nella falesia, Cala Domestica con la sua torre spagnola, i resti del villaggio minerario e il museo del paese.

Tappa 4 — Fluminimaggiore

Risalendo verso l'interno si arriva a Fluminimaggiore, paese di valle ai piedi del Monte Linas. Poco fuori dall'abitato sorge il Tempio di Antas, dedicato dai punici e poi dai romani al Sardus Pater, antica divinità sarda: le colonne, rialzate nel Novecento, si stagliano isolate in una valle silenziosa. Nei dintorni si aprono la Grotta di Su Mannau, ricca di concrezioni e di corsi d'acqua, e la miniera dismessa di Su Zurfuru.

Da non perdere Il Tempio di Antas nella sua valle isolata, la Grotta di Su Mannau con i percorsi guidati, la valle del Rio Antas tra lecci e ruscelli.

Tappa 5 — Domusnovas

Verso est, ai piedi del massiccio del Marganai, Domusnovas è nota per la Grotta di San Giovanni, una delle poche grotte europee attraversabili per intero: un tunnel naturale di circa ottocento metri scavato dall'acqua, un tempo percorso anche dalla strada. Da qui partono i sentieri del Marganai, tra lecci, tassi e antiche carbonaie, in un tratto dove il Cammino lascia le miniere ed entra nel bosco.

Da non perdere La Grotta di San Giovanni e il suo ingresso monumentale, i sentieri del Marganai, l'area di Sa Duchessa con i resti minerari nascosti nel bosco.

Tappa 6 — Carbonia

L'anello si chiude a Carbonia, città fondata nel 1938 per gli operai delle miniere di carbone del Sulcis, esempio di urbanistica del Novecento attorno alla piazza Roma e alla sua torre. La Grande Miniera di Serbariu, con il Museo del Carbone, conserva la lampisteria, il pozzo e le gallerie aperte alle visite. Sopra la città il colle di Monte Sirai custodisce un insediamento fenicio e punico affacciato sul golfo, a ricordare quanto antico sia lo sfruttamento di queste terre.

Da non perdere La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone, l'acropoli fenicia di Monte Sirai al tramonto, il centro razionalista attorno a piazza Roma.

Quando andare e come muoversi

Le stagioni migliori sono la primavera e l'inizio dell'autunno, quando le temperature sono miti e la macchia mediterranea è in fiore o ancora verde; l'estate è calda nell'interno ma perfetta per le cale della costa. L'intero Cammino di Santa Barbara si percorre a piedi in circa trenta tappe, ma le sei mete principali si collegano comodamente in auto in due o tre giorni, lasciando l'auto per affrontare a piedi i tratti più belli — la costa di Masua, la Galleria Henry, la valle di Antas. La festa di Santa Barbara cade il 4 dicembre, ma sagre e celebrazioni si concentrano soprattutto tra primavera ed estate.

Dormire in agriturismo

Il Sulcis-Iglesiente è una zona rurale a bassa densità, dove gli agriturismi nascono spesso da aziende agricole e cantine: nel Sulcis meridionale si produce il Carignano, vino da vigne antiche allevate sulla sabbia, e non mancano allevamenti di pecore, oliveti e orti. Soggiornare in agriturismo qui significa cenare con pane carasau, formaggi di pecora, fregola e dolci di mandorle, e raggiungere ogni tappa del Cammino in meno di un'ora. È il modo migliore per vivere il ritmo lento di questo angolo di Sardegna, lontano dalle rotte turistiche più battute, tra mare, miniere e silenzio.