I Sacri Monti del Piemonte, itinerario UNESCO

Piemonte Itinerari

I Sacri Monti del Piemonte sono sette complessi devozionali costruiti tra il Cinquecento e il Settecento sulle alture della regione: percorsi di cappelle affrescate e popolate da statue a grandezza naturale, pensati per far rivivere ai pellegrini i luoghi santi senza partire per la Palestina. Dal 2003 sono patrimonio UNESCO, insieme ai due Sacri Monti lombardi. Questo itinerario li collega tutti e sette in un arco di circa 380 chilometri che attraversa sei province, dai laghi dell'Ossola fino ai vigneti del Monferrato.

Tipologia
Religioso, artistico e paesaggistico
Percorso
Circa 380 km, da nord-est a sud
Mezzo
Auto, con percorsi a piedi in ogni complesso
Stagioni
Primavera — estate — autunno

Tappa 1 — Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte di Varallo, in Valsesia, è il più antico e il più monumentale di tutti. Lo ideò il frate francescano Bernardino Caimi alla fine del Quattrocento come "Nuova Gerusalemme": una riproduzione dei luoghi santi della Palestina costruita su una rupe sopra il paese. Quarantacinque cappelle e una basilica raccolgono oltre ottocento statue in legno e terracotta dipinte a grandezza naturale e migliaia di figure affrescate. Vi lavorò Gaudenzio Ferrari, tra i maggiori pittori del Rinascimento lombardo-piemontese. Si sale a piedi lungo la mulattiera o con la funivia che parte da Varallo.

Da non perdere La Cappella della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari, la funivia panoramica sulla Valsesia, la Pinacoteca di Varallo nel borgo.

Tappa 2 — Sacro Monte di Orta

Il Sacro Monte di Orta è l'unico dedicato non alla Passione di Cristo ma a San Francesco d'Assisi. Venti cappelle costruite tra la fine del Cinquecento e il Settecento salgono lungo un bosco di latifoglie su un promontorio che domina il lago d'Orta e l'isola di San Giulio. Le statue in terracotta e gli affreschi raccontano la vita del santo, in un percorso che alterna arte e natura. L'area è riserva naturale e si visita a piedi in poco più di un'ora, con frequenti aperture panoramiche sul lago. Ai suoi piedi, il borgo medievale di Orta San Giulio è uno dei più belli del Nord Italia.

Da non perdere Il belvedere sull'isola di San Giulio, le venti cappelle nel bosco, la piazza Motta e i vicoli di Orta San Giulio.

Tappa 3 — Sacro Monte di Ghiffa

Sospeso sul versante del Lago Maggiore, il Sacro Monte di Ghiffa è dedicato alla Santissima Trinità ed è il più piccolo e raccolto del gruppo. Il progetto seicentesco rimase incompiuto: si conservano tre cappelle e il santuario della Santissima Trinità, immersi in una riserva naturale di castagni e faggi attraversata da sentieri panoramici. Dalla terrazza davanti al santuario lo sguardo abbraccia l'intero bacino del Verbano, dalle sponde lombarde alle Alpi. È la tappa più tranquilla dell'itinerario, ideale per una sosta lenta tra bosco e lago.

Da non perdere Il terrazzo panoramico sul Lago Maggiore, la cappella di Abramo, i sentieri della riserva naturale tra i castagni.

Tappa 4 — Sacro Monte Calvario di Domodossola

Alle porte dell'Ossola e delle Alpi, il Sacro Monte Calvario sorge sul colle di Mattarella, dove un tempo c'era un castello. Lo fondarono nel 1656 due frati cappuccini: quindici cappelle scandiscono la Via Crucis che sale fino al santuario del Calvario, affacciato sulla conca di Domodossola. Qui visse e operò Antonio Rosmini, filosofo e fondatore dell'Istituto della Carità. Il complesso è anche porta naturale verso la Val d'Ossola e il passo del Sempione. Ai suoi piedi, il centro storico di Domodossola conserva piazze e portici medievali.

Da non perdere La salita della Via Crucis fino al santuario, la vista sulla conca dell'Ossola, i portici medievali di piazza Mercato a Domodossola.

Tappa 5 — Sacro Monte di Oropa

Sopra Biella, a milleduecento metri ai piedi del monte Mucrone, il Sacro Monte di Oropa è il più grande santuario mariano delle Alpi. Al centro c'è la Madonna Nera, statua lignea legata per tradizione a Sant'Eusebio di Vercelli, nel IV secolo. Il complesso monumentale unisce due basiliche, l'antica e la nuova, mentre dodici cappelle barocche si disperdono nel verde sopra l'edificio principale. È meta di pellegrinaggio da secoli e punto di partenza per le escursioni dell'Oasi Zegna e del lago del Mucrone, raggiungibile in funivia.

Da non perdere La Madonna Nera nella basilica antica, le dodici cappelle del Sacro Monte, la funivia verso il lago del Mucrone.

Tappa 6 — Sacro Monte di Belmonte

Nel Canavese, su una collina a settecento metri che domina l'anfiteatro morenico di Ivrea, il Sacro Monte di Belmonte è il più appartato dei sette. Tredici cappelle della Via Crucis si snodano tra i boschi fino al santuario in cima, lungo un percorso ad anello che si cammina in circa un'ora. Dalla sommità lo sguardo spazia a trecentosessanta gradi sulla pianura e sulle Alpi Graie. L'area è riserva naturale e zona archeologica, con tracce di insediamenti che precedono di molto il complesso devozionale.

Da non perdere Il giro ad anello delle tredici cappelle, il panorama sulle Alpi Graie, il santuario di Belmonte in cima al colle.

Tappa 7 — Sacro Monte di Crea

L'itinerario si chiude nel cuore del Monferrato, dove il Sacro Monte di Crea sale tra i vigneti patrimonio UNESCO. È tra i più antichi, con origini medievali e un assetto definito a partire dal 1589: ventitré cappelle e cinque romitori accompagnano la salita nel bosco fino alla Cappella del Paradiso, in cima al colle. Il santuario custodisce la Madonna di Crea, venerata da secoli. Tutto il complesso è oggi parco naturale e collega due riconoscimenti UNESCO: quello dei Sacri Monti e quello dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Da non perdere La Cappella del Paradiso in cima al colle, il santuario con la Madonna di Crea, una sosta nelle cantine del Monferrato.

Quando andare e come muoversi

I Sacri Monti sono aperti tutto l'anno, ma la primavera e l'autunno restano i periodi migliori: clima mite, boschi accesi di colore e meno affollamento. In piena estate la quota di Oropa e Varallo regala fresco, mentre l'inverno offre scorci silenziosi, spesso con la neve sulle Alpi. I sette complessi sono distanti tra loro: l'auto è indispensabile per collegarli, ma ciascun Sacro Monte si percorre a piedi, con cammini che vanno dalla mezz'ora alle due ore. Non è un anello: è un arco che parte da nord, tra laghi e Ossola, e scende verso sud fino al Monferrato. Si può affrontare in più giorni o suddividere per zone.

Dormire in agriturismo

Il Piemonte rurale accompagna ogni tappa di questo itinerario: i pascoli della Valsesia, le sponde del lago d'Orta e del Maggiore, i boschi del Biellese e del Canavese, le colline vitate del Monferrato. Gli agriturismi della regione propongono una cucina di territorio che cambia a ogni provincia: riso e formaggi d'alpeggio a nord, salumi e tome nel Biellese, grandi rossi e tartufo nel Monferrato. Soggiornare in agriturismo vicino ai Sacri Monti significa raggiungere ogni complesso in poco tempo e chiudere la giornata con un pasto fatto di prodotti locali, spesso dell'azienda stessa.