La Strada del Vino dell'Alto Adige (Südtiroler Weinstraße) corre per una settantina di chilometri da Bolzano verso sud, lungo il versante soleggiato dell'Oltradige e della Bassa Atesina. Segnalata dal 1964, è tra le più antiche strade del vino d'Italia e attraversa i paesi dove nascono la Schiava del Lago di Caldaro, il Pinot bianco dell'Oltradige e il Gewürztraminer, il vitigno aromatico che prende nome da Termeno. Sette tappe tra vigneti terrazzati, laghi balneabili, castelli medievali e borghi con i portici, in una delle zone più calde e assolate dell'arco alpino.
Il capoluogo bilingue dell'Alto Adige, a 262 metri, sorge alla confluenza dei fiumi Isarco e Talvera ed è il punto di partenza della strada. Il centro medievale ruota attorno a Piazza delle Erbe, con il mercato di frutta e verdura aperto ogni giorno, e ai portici lunghi e stretti di via dei Portici. Al Museo Archeologico è conservato Ötzi, la mummia del Similaun vecchia di oltre 5.000 anni. Sulle colline che chiudono la conca crescono le uve della Santa Maddalena (St. Magdalener), Schiava e Lagrein: i due rossi storici della città.
Pochi chilometri a sud-ovest si entra nell'Oltradige e nel comune diffuso di Appiano (Eppan), formato dai paesi di San Michele, San Paolo e Cornaiano. È una delle zone con la maggiore densità di castelli e residenze nobiliari dell'arco alpino, gli "Ansitze" dalle facciate a bovindo dello stile Überetscher. Sopra i vigneti dominano Castel d'Appiano (Hocheppan), con una cappella dagli affreschi romanici, e le rovine di Castel Boymont. Ai piedi del monte, i laghi di Monticolo sono balneabili e circondati da bosco. Qui il vitigno di casa è il Pinot bianco (Weissburgunder).
Caldaro (Kaltern) dà il nome al lago balneabile più caldo delle Alpi, un bacino poco profondo dove d'estate l'acqua supera i 27 gradi. Il paese è il cuore enologico della strada: qui ha sede il Museo provinciale del vino (Südtiroler Weinmuseum), che racconta la viticoltura altoatesina dagli attrezzi storici alle botti. Il vino simbolo è il Lago di Caldaro (Kalterersee), rosso leggero da uva Schiava, da bere fresco. Il centro conserva le case a portico e i bovindi dello stile Überetscher, tra le piazze e le cantine.
Termeno (Tramin) è la patria del Gewürztraminer: il vitigno aromatico più celebre dell'Alto Adige porta il nome tedesco del paese, citato per i suoi vini già nel Medioevo e documentato come vino d'altare nel Quattrocento. Sopra l'abitato, la chiesetta di San Giacomo a Kastelaz custodisce un ciclo di affreschi romanici con un bestiario fantastico tra i più antichi dell'arco alpino. Ogni due anni il paese ospita l'Egetmann, corteo di carnevale in maschera dalle radici secolari. Intorno, i vigneti producono il bianco speziato e ramato che ha reso famoso il borgo.
A Cortaccia (Kurtatsch) i vigneti salgono terrazzati dal fondovalle, a poco più di 200 metri, fino a oltre 900 metri di quota: uno dei dislivelli viticoli più ampi d'Europa, che in pochi chilometri passa dai rossi caldi ai bianchi di montagna. Nella fascia bassa e assolata maturano Merlot, Cabernet e Gewürztraminer di corpo; più in alto i bianchi restano freschi e sapidi. Un sentiero del vino attraversa i masi e i pergolati sopra il paese, con viti secolari e ampi panorami sulla valle dell'Adige.
Egna (Neumarkt) è il borgo mercantile della Bassa Atesina, cresciuto sulla via commerciale del Brennero ed entrato tra "I Borghi più belli d'Italia". La sua identità sono i portici (Laubengang): un lungo camminamento coperto, tra i più caratteristici dell'Alto Adige, scandito da erker sporgenti, insegne in ferro battuto e case affiancate. Sotto le volte si aprono botteghe, caffè e locande, memoria dei fondaci e dei traffici medievali. È la tappa da percorrere a piedi, senza fretta, all'ombra dei portici.
Magrè (Margreid), all'estremità meridionale dell'Alto Adige, chiude il percorso. Nel Vicolo dei Conti cresce la vite più antica datata d'Europa: la marza fu innestata nell'ottobre del 1601 e da oltre quattro secoli si arrampica sulla facciata della residenza Augustin, oggi monumento naturale. Il borgo conserva cortili e portali gotici, fontane e case padronali tra i filari. Poco più a sud il confine linguistico e provinciale cede il passo al Trentino: qui la Strada del Vino altoatesina trova la sua conclusione, tra le viti più vecchie e i paesi più caldi della regione.
La Strada del Vino si percorre tutto l'anno, ma dà il meglio in tre stagioni: la primavera della fioritura dei meli, l'estate dei bagni nel lago di Caldaro e l'autunno della vendemmia, quando le cantine aprono per le degustazioni e nei masi si celebra il Törggelen con vino nuovo e castagne. Il mezzo naturale è l'auto, ma la valle è servita anche dalla ferrovia del Brennero (stazioni di Ora, Egna-Termeno e Salorno) e dalla ciclabile dell'Adige, pianeggiante e ben segnalata. Molte cantine e masi offrono degustazioni e vendita diretta lungo tutto il tracciato.
Lungo la Strada del Vino l'ospitalità rurale è affidata ai masi (Höfe) immersi nei vigneti e nei meleti, molti aderenti al marchio Gallo Rosso. Diverse aziende vendono direttamente il proprio vino, lo speck, le mele e il succo di mela, e servono in tavola i prodotti del territorio. La colazione con pane, marmellate e formaggi del maso è la regola, e le distanze brevi permettono di raggiungere ogni tappa in meno di mezz'ora. Dormire tra i filari, con i castelli dell'Oltradige sullo sfondo, è il modo più coerente per vivere questo itinerario.