Risotto agli asparagi su crema di asparagi

Risotto agli asparagi su crema di asparagi
Risotto agli asparagi mantecato servito su crema di asparagi verdi con le punte intere
Risotto agli asparagi mantecato all’onda, servito su crema di asparagi

Il risotto agli asparagi più bello da portare in tavola non è quello verde mescolato: è il risotto bianco mantecato all’onda, adagiato su uno specchio di crema di asparagi e completato con le punte intere. Così l’asparago si sente in tre consistenze diverse — la crema vellutata sotto, le rondelle di gambo dentro il riso, le punte croccanti sopra — invece di appiattirsi in un unico colore. È lo stesso piatto che si ritrova nei ristoranti degli agriturismi in primavera, quando gli asparagi arrivano dall’orto di casa. Ecco la ricetta completa, con i tempi giusti e i trucchi per non sbagliare la mantecatura.

Perché servirlo su crema di asparagi

Nella versione classica gli asparagi vengono cotti dentro il risotto: il piatto prende un colore verdino uniforme e il sapore, per quanto buono, resta uno solo. Separando invece la crema dal riso bianco si ottengono due cose insieme. La prima è visiva: il contrasto fra il bianco lucido del riso e il verde brillante della crema fa un impiattamento da ristorante senza alcuna tecnica particolare. La seconda è di gusto: la crema resta verde e profumata perché non passa mai per la lunga cottura del risotto, e le punte sbianchite restano sode sotto i denti.

C’è anche un vantaggio pratico non da poco: non si butta niente. Dei gambi, che nella ricetta tradizionale spesso finiscono nel cestino perché fibrosi, una metà diventa crema e l’altra insaporisce il riso; l’acqua di cottura degli asparagi diventa la base del brodo.

Ingredienti per 4 persone

  • 320 g di riso Carnaroli (in alternativa Vialone Nano)
  • 1 mazzo di asparagi verdi (500-600 g)
  • 1 porro piccolo, oppure 1 scalogno
  • 1,2 l di brodo vegetale (con l’acqua di cottura degli asparagi)
  • 80 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato
  • 60 g di burro freddo di frigorifero
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco (facoltativo)
  • olio extravergine d’oliva, sale, pepe bianco

Preparazione passo passo

  1. Pulisci gli asparagi. Elimina la parte dura e legnosa del gambo (si spezza da sola piegandola) e pela la base con un pelapatate. Stacca le punte, circa 4-5 cm, e mettile da parte; taglia i gambi a rondelle sottili.
  2. Sbianchisci le punte. Tuffale in acqua salata bollente per 2-3 minuti, poi scolale e passale subito in acqua e ghiaccio: è questo passaggio che fissa il verde brillante e le tiene sode. Nella stessa acqua lessa metà dei gambi per 8-10 minuti. Non buttare l’acqua di cottura: sarà la base del brodo.
  3. Prepara la crema. Frulla i gambi lessati con un mestolo della loro acqua, un filo d’olio, sale e pepe, fino a una salsa liscia e non troppo liquida: deve restare sul cucchiaio. Passala al setaccio se vuoi lo specchio lucido e senza filamenti.
  4. Fai il fondo. Appassisci il porro tagliato finissimo in un filo d’olio con una noce di burro, senza farlo colorire. Unisci l’altra metà dei gambi a rondelle e falli insaporire 3-4 minuti.
  5. Tosta il riso. Alza la fiamma, versa il riso e tostalo 2 minuti mescolando: i chicchi devono diventare traslucidi e caldi al tatto. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare.
  6. Cuoci. Aggiungi il brodo bollente un mestolo alla volta, mescolando e attendendo che venga assorbito prima del successivo. Ci vogliono 16-18 minuti a seconda del riso.
  7. Manteca. Togli dal fuoco, aggiungi il burro freddo a cubetti e il Parmigiano, copri e lascia riposare 2 minuti. Poi mescola energicamente: il risotto deve essere all’onda, cioè colare quando inclini la pentola, non stare in piedi.
  8. Impiatta. Prima uno specchio di crema di asparagi sul fondo del piatto, poi il riso al centro, infine le punte incrociate sopra. Completa con un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe bianco.

I trucchi per un risotto perfetto

  • Il brodo va aggiunto bollente: se è tiepido blocca la cottura e il chicco si sfalda all’esterno restando crudo dentro.
  • Pepe bianco, non nero: sul piatto chiaro i puntini neri si vedono e il pepe nero copre il profumo delicato dell’asparago.
  • Il burro deve essere freddo: lo sbalzo di temperatura in mantecatura è quello che rende il risotto cremoso senza aggiungere panna.
  • Non salare troppo presto: fra brodo e Parmigiano il sale arriva quasi tutto da solo. Assaggia in mantecatura, non prima.
  • Sottrai un minuto di cottura se il piatto arriva in tavola caldissimo: il riso continua a cuocere anche fuori dal fuoco.

Varianti da provare

Con gli asparagi selvatici, più sottili e dal sapore amarognolo e intenso, la crema diventa molto più decisa: conviene alleggerirla allungandola con un po’ di brodo. Con l’Asparago Bianco di Bassano DOP o quello di Cimadolmo il piatto cambia colore ma non struttura: la crema resta avorio e si sposa benissimo con una grattugiata di scorza di limone. Chi vuole un contrasto salato può aggiungere in mantecatura una julienne di speck croccante o qualche scaglia di ricotta salata; per una versione senza latticini, basta mantecare con olio extravergine a filo e un cucchiaio di crema tenuto da parte.

Quando si trovano gli asparagi

La stagione degli asparagi in Italia va indicativamente da marzo a giugno, con il pieno fra aprile e maggio. È il periodo in cui vale la pena comprarli direttamente dal produttore: un mazzo raccolto la mattina ha i turioni sodi, le punte chiuse e compatte e la base non secca. Fuori stagione si trovano asparagi d’importazione, ma il sapore che rende questo piatto non c’è. Le zone di produzione storiche sono il Veneto (Bassano, Cimadolmo, Badoere), l’Emilia-Romagna (Altedo IGP), il Piemonte (Santena) e il Lazio (Canino).

Il vino da abbinare

L’asparago è un ingrediente ostico per il vino: la sua nota amarognola e leggermente sulfurea litiga con i rossi tannici e con i bianchi troppo aromatici. Funzionano invece i bianchi secchi, freschi e non barricati: un Soave Classico, un Verdicchio dei Castelli di Jesi, un Pinot Bianco dell’Alto Adige. Con gli asparagi bianchi si può salire di struttura verso un Friulano. Da evitare, invece, i rossi importanti e gli spumanti troppo dolci.

Dove gustarlo: nei ristoranti degli agriturismi

In primavera il risotto agli asparagi entra nei menù di moltissimi agriturismi con ristorante, spesso con asparagi raccolti nell’orto la mattina stessa e riso di produzione propria: è la differenza che si sente nel piatto. Nelle stesse settimane molte strutture organizzano raccolte guidate e sagre dell’asparago, un’ottima scusa per un fine settimana fuori porta fra agriturismi del Veneto e agriturismi del Piemonte, le due regioni dove la coltivazione è più radicata. Un weekend di campagna, un orto da visitare e un risotto fatto come si deve: primavera in agriturismo è anche questo.

Domande frequenti sul risotto agli asparagi

Quanto tempo cuoce il risotto agli asparagi?

Il risotto agli asparagi cuoce 16-18 minuti dalla tostatura, a seconda del riso: il Carnaroli sta sui 17-18 minuti, il Vialone Nano sui 15-16. A questi vanno aggiunti circa 20 minuti di preparazione fra pulizia degli asparagi, sbianchitura delle punte e crema. In tutto, quaranta minuti dall’inizio al piatto in tavola.

Come si puliscono gli asparagi per il risotto?

Si piega il gambo con due dita: si spezza da solo esattamente dove finisce la parte tenera e comincia quella legnosa. La base che resta va pelata con un pelapatate per un paio di centimetri. Poi si staccano le punte, 4-5 cm, che serviranno per la guarnizione, e si tagliano i gambi a rondelle sottili: metà per la crema, metà da far insaporire nel riso.

Come si fa la crema di asparagi?

Si lessano i gambi a rondelle in acqua salata per 8-10 minuti, poi si frullano con un mestolo della loro acqua di cottura, un filo d’olio extravergine, sale e pepe bianco. La crema deve restare densa abbastanza da tenersi sul cucchiaio: se cola troppo, si frulla ancora un po’ di gambo; se è troppo soda, si allunga con acqua di cottura. Passandola al setaccio si ottiene lo specchio lucido e senza filamenti da ristorante.

Si può fare il risotto agli asparagi senza panna?

Sì, e anzi la panna non serve. La cremosità arriva da due cose: l’amido rilasciato dal riso durante la cottura mescolata, e la mantecatura con burro freddo fuori dal fuoco. È lo sbalzo di temperatura fra il burro di frigorifero e il risotto caldo a legare il tutto. Chi non usa latticini può mantecare con olio extravergine a filo e un cucchiaio di crema di asparagi tenuto da parte.

Che cosa vuol dire risotto “all’onda”?

Un risotto è all’onda quando, inclinando la pentola o battendo il fondo del piatto, si muove e si distende in una piccola onda invece di restare compatto. È la consistenza corretta: né asciutto e stopposo, né brodoso. Se il risotto sta in piedi nel piatto ha perso troppo liquido e va allungato con un mestolo di brodo caldo prima di servire.

Si possono usare asparagi surgelati?

Per la crema sì, il risultato è più che dignitoso: i gambi surgelati vanno direttamente in acqua bollente senza scongelarli. Per le punte da guarnizione è meglio di no: perdono la croccantezza e tendono a sfaldarsi. Se hai solo surgelati, conviene usarli tutti per la crema e completare il piatto con scaglie di Parmigiano e un filo d’olio.