Vendemmia in agriturismo: quando andare e cosa si fa

Vendemmia in agriturismo: quando andare e cosa si fa

La vendemmia è l’unico momento dell’anno in cui un agriturismo ti mette in mano le forbici. Per poche settimane, tra fine agosto e ottobre, le aziende agricole con vigneto aprono i filari agli ospiti: si raccoglie al fresco del mattino, si portano le cassette in cantina, si pranza sotto un pergolato e si assaggia il vino dell’annata precedente. Non è una gita organizzata, è la giornata di lavoro dell’azienda a cui ti aggreghi.

Qui trovi quando si vendemmia regione per regione, com’è fatta davvero una giornata, se è adatta ai bambini e cosa chiedere alla struttura prima di prenotare.

Quando si vendemmia in Italia: il calendario per zona

Non esiste una data. La vendemmia si decide in vigna, controllando zuccheri e acidità dell’uva, e la stessa azienda può partire con dieci giorni di anticipo o di ritardo rispetto all’anno prima a seconda dell’andamento della stagione. Il periodo indicativo, però, è abbastanza stabile e segue due direttrici: da sud a nord e dalle uve bianche alle uve rosse.

PeriodoDove e quali uve
Fine luglio – metà agostoLe partenze più precoci: uve bianche precoci in Sicilia e nelle zone più calde del Sud, basi per spumante (Chardonnay e Pinot nero) in Franciacorta e Oltrepò Pavese.
Fine agosto – inizio settembreSicilia, Puglia, Sardegna (Vermentino), Calabria. Al Nord parte la Glera del Prosecco nel trevigiano.
SettembreIl cuore della vendemmia italiana: Sangiovese in Toscana, Sagrantino e Grechetto in Umbria, Verdicchio nelle Marche, Garganega in Veneto, Lambrusco in Emilia, Dolcetto e Barbera in Piemonte, Friulano e Ribolla in Friuli.
OttobreLe uve tardive: Nebbiolo nelle Langhe, Aglianico in Campania e Basilicata, Nerello Mascalese sull’Etna, Cannonau nelle zone interne della Sardegna.
Fine ottobre – novembreCasi limite e vini particolari: Aglianico del Vulture nelle annate fredde, uve destinate a passiti e vendemmie tardive, raccolte d’alta quota.

Se hai un fine settimana solo e vuoi massimizzare le probabilità di trovare i filari in attività, le due settimane centrali di settembre sono la scommessa più sicura quasi ovunque nel Centro-Nord.

La vendemmia di notte

Una cosa che sorprende chi arriva per la prima volta: molte aziende raccolgono le uve bianche di notte o prima dell’alba, quando l’uva è fredda e conserva meglio gli aromi. Se ti capita di essere ospite in una di queste, chiedi se puoi seguire la raccolta notturna: fari nel vigneto, silenzio, e la colazione alle sei del mattino appena rientrati. È l’esperienza più memorabile di tutte, ed è raramente inclusa nei programmi ufficiali.

Com’è fatta una giornata di vendemmia

Il ritmo lo detta il caldo, quindi si comincia presto.

  • 6:30 – 7:30 Colazione veloce e trasferimento in vigna, spesso a pochi metri dalle camere.
  • 7:30 – 12:00 Raccolta manuale. Ti danno forbici (o un piccolo falcetto) e una cassetta: si taglia il grappolo al peduncolo, si scarta quello ammuffito o acerbo, si riempie la cassetta senza pigiare. Un filare si fa in coppia, uno per lato.
  • 12:30 – 14:30 Pranzo, quasi sempre in vigna o sotto il portico. È il momento in cui la vendemmia smette di sembrare lavoro.
  • Pomeriggio Cantina: pesatura, diraspatura, pigiatura, il mosto che comincia a fermentare. Alcune aziende propongono la pigiatura con i piedi, che è folklore ma piace moltissimo ai bambini.
  • Sera Degustazione dell’annata precedente, spesso con il produttore che spiega cosa aspettarsi dall’uva raccolta quel giorno.

Quanto è faticosa, in tutta onestà

Più di quanto immagini, meno di quanto tema. Il problema non è il peso: è stare piegati. Dopo tre ore la schiena si fa sentire, le mani si appiccicano di mosto e il sole di settembre a mezzogiorno picchia ancora. Detto questo, nessuno ti cronometra: sei un ospite, ti fermi quando vuoi.

Cosa portare, in ordine di importanza reale: scarpe chiuse (il terreno è irregolare e umido), cappello, maniche lunghe leggere, guanti da giardinaggio se hai le mani delicate, crema solare e una bottiglia d’acqua tua. Tra i grappoli maturi ci sono vespe: se sei allergico, dillo prima e porta con te quello che ti serve.

Vendemmia con i bambini: sì, ma con la formula giusta

Funziona benissimo, a patto di non pretendere la giornata intera. Molti agriturismi propongono una vendemmia didattica di due o tre ore, la mattina presto: raccolta su filari bassi, cassette piccole, poi la pigiatura con i piedi e la merenda con succo d’uva.

Tre accortezze pratiche: le vespe (spiega ai bambini di non agitarsi vicino ai grappoli), il caldo, e il fatto che i mezzi agricoli in vendemmia si muovono di continuo tra i filari — trattori, rimorchi, carri raccolta. Le aziende serie tengono la zona degli ospiti separata da quella dei mezzi: se non ti viene detto, chiedilo.

Dove andare: le regioni che si prestano di più

Ogni regione italiana ha il suo vigneto, ma alcune concentrano più agriturismi con cantina propria e sono organizzate meglio per accogliere ospiti durante la raccolta.

  • Toscana — Chianti, Montalcino, Montepulciano, Maremma. La densità più alta di aziende che uniscono vigna, ospitalità e ristorante. Sangiovese: seconda metà di settembre.
  • Piemonte — Langhe, Roero, Monferrato. Qui la vendemmia si allunga: Dolcetto a settembre, Nebbiolo in ottobre, con la stagione del tartufo che si sovrappone.
  • Veneto — Colline del Prosecco, Valpolicella, Soave. In Valpolicella si assiste anche all’appassimento: i grappoli per l’Amarone messi ad asciugare nel fruttaio, uno spettacolo a sé.
  • Umbria — Montefalco e Orvieto, meno affollate della Toscana e con prezzi più accessibili nello stesso periodo.
  • Friuli Venezia Giulia — Collio e Colli Orientali, il regno dei bianchi e dei vini macerati.
  • Sicilia — Etna in ottobre, con la vendemmia più scenografica d’Italia tra i terrazzamenti di lava; il resto dell’isola parte già ad agosto.
  • Puglia e Basilicata — Primitivo e Negroamaro a settembre, Aglianico del Vulture a ottobre inoltrato: la coda della stagione italiana.

Prima di prenotare: cinque domande da fare

La vendemmia è l’unica esperienza agrituristica di cui nessuno può garantirti la data. Se prenoti a luglio per il terzo weekend di settembre, stai scommettendo. Ecco come ridurre il rischio.

  1. «Quando prevedete di iniziare?» A luglio la risposta sarà vaga; a inizio settembre l’azienda lo sa con buona precisione. Se puoi, prenota tardi.
  2. «Se la raccolta slitta, cosa si fa?» Le strutture organizzate hanno un piano B: visita in cantina, degustazione guidata, potatura verde. Meglio saperlo prima.
  3. «La partecipazione è compresa nel soggiorno?» Spesso sì per chi dorme in struttura. Dove è un’esperienza a pagamento, di solito include pranzo o degustazione: fatti dire cosa comprende.
  4. «Si può fare in giornata?» Alcune aziende accolgono anche chi non pernotta, ma dovendo cominciare alle sette del mattino dormire lì cambia molto le cose.
  5. «È vendemmia manuale?» Domanda decisiva: dove si raccoglie a macchina, l’ospite guarda e basta.

Vendemmia turistica e lavoro stagionale non sono la stessa cosa

Vale la pena chiarirlo, perché genera equivoci ogni anno. Partecipare alla vendemmia come ospite di un agriturismo è un’attività ricreativa: paghi il soggiorno, raccogli per qualche ora, non vieni retribuito. Il lavoro stagionale in vendemmia è un’altra cosa: contratto agricolo, giornate piene, requisiti e paga stabiliti dai contratti di settore. Se cerchi quello, non è agli agriturismi che devi rivolgerti ma alle aziende vitivinicole e ai centri per l’impiego.

Domande frequenti

Quando inizia la vendemmia in Italia?

Le prime uve si raccolgono già a fine luglio in Sicilia e per le basi spumante al Nord. Il grosso della vendemmia italiana si concentra a settembre, mentre le uve rosse tardive come Nebbiolo e Aglianico arrivano in ottobre e, in annate fredde, fino a novembre.

Serve esperienza per partecipare?

No. Ti spiegano in cinque minuti come tagliare il grappolo e come riempire la cassetta. L’unica cosa che serve è potersi piegare e stare in piedi per qualche ora.

Quanto dura una giornata di vendemmia in agriturismo?

La raccolta vera dura in genere dalle sette a mezzogiorno, per evitare le ore più calde. Le formule pensate per famiglie e principianti si fermano a due o tre ore, seguite dalla visita in cantina.

Si può partecipare con i bambini?

Sì, cercando le strutture che propongono una vendemmia didattica di poche ore. Meglio evitare la giornata intera sotto il sole e verificare che l’area riservata agli ospiti sia separata dal passaggio dei mezzi agricoli.

Si viene pagati per la vendemmia in agriturismo?

No: è un’esperienza turistica compresa nel soggiorno o pagata a parte, non un lavoro. Il lavoro stagionale in vendemmia è retribuito ma si svolge con regolare contratto agricolo presso le aziende vitivinicole, ed è tutt’altro percorso.

Cosa devo portare?

Scarpe chiuse, cappello, maglia a maniche lunghe leggera, crema solare, acqua e, se hai le mani delicate, un paio di guanti da giardinaggio. Le forbici le fornisce l’azienda.

In sintesi

La vendemmia è il momento in cui un agriturismo mostra la parte di sé che il resto dell’anno resta dietro le quinte. Se vuoi provarla, guarda a settembre, scegli una zona dove la raccolta è ancora manuale, prenota il più tardi che puoi e chiedi conferma della data pochi giorni prima. Poi porta scarpe che puoi sporcare.

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